L'infertilità del maschio va tenuta d'occhio già dal giorno in cui nasce

 La "colpa" se il bimbo non viene si divide equamente tra donna e uomo. E l'aspirante padre può fare molto per favorire il lieto evento

Nell'anno 2017 in Italia erano nati 458mila bambini, nel 218 si sono festeggiati 17mila lieti eventi in meno. Una decrescita che dura da anni e che fa del nostro un “Paese per vecchi”. Siamo al minimo dal giorno dell'Italia Unita e il futuro non fa sperare in una imminente ripresa. È certo colpa dello Stato, che ben poco fa per incoraggiare la procreazione, con asili nido, assistenza alle mamme prima e dopo il parto, periodi retribuiti in assenza dal lavoro, sconti concreti su ciò che serve per tirare grande un bebè, case e lavoro per i genitori e altro ancora. Ma le coppie non sono indenni da colpe, e oggi, a differenza da quanto era usanza non troppo tempo fa, sul banco degli "imputati" siede anche il componente maschile. La responsabilità si divide al 50% tra i due sessi, è una certezza assodata.

Il PRIMO CONTROLLO LO FA IL PEDIATRA

Il professor Gianmusso, responsabile dell'Unità operativa di Andrologia presso il Policlinico Morgagni di Catania e Coordinatore regionale della Società Italiana di Andrologia (SIA), è chiaro in proposito, ma dice anche che si può parlare a ragion veduta di infertilità maschile solo quando dopo 12 mesi di rapporti non protetti la donna non rimane incinta. In verità il fatto non dovrebbe presentarsi inaspettatamente perché il maschio che vuole prole avrebbe il dovere di sottoporsi di buon grado a controlli regolari. Il primo esame esula dalla sua volontà, in quanto è compito del pediatra verificare lo stato di salute del neonato anche dal punto di vista dei genitali. Poi, in età adolescenziale, sarà il turno dello specialista (urologo e/o andrologo) verificare l'evoluzione dei testicoli, e più tardi, dopo i 20 anni, sarà bene affidarsi a una costante verifica della situazione ogni due anni.

IMPRESCINDIBILE SPERMIOGRAMMA

Si è detto che l'abolizione del servizio militare obbligatorio e quindi anche della visita che lo precedeva, ha incrementato il problema, e infatti quella era una tappa inevitabile per i più che aveva un sua utilità. Certo, la visita di leva consisteva in una controllata poco approfondita, di tipo visivo e tattile, ma era una base che ora non c'è più. Comunque non prevedeva certo lo spermiogramma, l'esame specifico e imprescindibile per scoprire l'eventuale infertilità del maschio. L'esame del liquido seminale comporta il conteggio degli spermatozoi, gli elementi maschili che concorreranno tra loro per raggiungere l'ovulo femminile e fecondarlo.

Lo spermiogramma, per eseguire il quale si preleva sperma da un soggetto dopo 48-72 ore di astinenza sessuale, è in pratica l'osservazione e la conta di quanti spermatozoi si trovano in un millilitro di sperma, la verifica della loro mobilità e del loro aspetto (lo spermatozoo è una sorta di uovo con la coda). L'esame può portare a diagnosi diverse, tra le quali l'azospermia (assenza totale di spermatozoi e quindi ineluttabile sterilità); la oligospermia (meno di 30 milioni); l'astenospermia (insufficiente mobilità), la oligo-asteno-spermia (numero scarso, poca mobilità, breve sopravvivenza). Si tratta dunque di esaminare il “reperto” dal punto di vista macroscopico (volume dell'eiaculato, liquefazione, viscosità, colore, odore) e microscopico (concentrazione, motilità, forma).

È ANCHE UN PROBLEMA DI COME CI SI VESTE

Le cause di infertilità maschile possono essere varie e possono presentarsi più o meno associate. Si ha per esempio infertilità quando ci sono problemi a livello dei testicoli. In pratica si tratta sovente di varicocele, vale a dire una dilatazione di vene e arterie con aumento della temperatura nello scroto e conseguente danno per la produzione degli spermatozoi. Nell'elenco non mancano malattie congenite o situazioni di carattere ambientale, come tracce di pesticidi in alcuni alimenti, inquinamento dell'aria e dell'acqua, ma anche infiammazioni, infezioni e prostatiti non curate. Per non dimenticare l'abitudine di indossare indumenti (soprattutto intimi) troppo stretti e costrittivi o altri che non permettono la normale traspirazione, innalzando la temperatura nell'area del cosiddetto “cavallo”.

TRE CONSIGLI DALLA SOCIETÀ DI ANDROLOGIA

Alcune precauzioni, mantenute per tutta la vita, possono aiutare a prevenire l'infertilità. Prima di tutto una vita sana con tanto di corretta alimentazione e regolare esercizio fisico e poca sedentarietà. Ovviamente niente fumo, niente droghe e alcol con moderazione. Se si va in palestra, attenti agli anabolizzanti che a lungo andare creano danni seri. Alla larga dalle malattie veneree e a buoni conti i rapporti "inaspettati” devono implicare l'impiego della consueta protezione (preservativo). Si rammenti che anche l'HPV, il Papilloma Virus, si trasmette per via sessuale e provoca un'infezione grave con concreto rischio di infertilità

La Società Italiana di Andrologia (SIA) ha opportunamente stilato un sintetica lista di suggerimenti "salva fertilità”. Eccoli: 1. Omega-3 a volontà: questa sostanza è contenuta in molti pesci, nelle noci, nei semi di lino ed esiste come integratore. La sua presenza favorisce la normale morfologia spermatica; 2. Peso forma: il sovrappeso compromette la fertilità riducendo i livelli di testosterone e degli ormoni LH, quelli che stimolano le ghiandole sessuali; 3. Niente fumo: già lo sapevamo, ma vale la pena ripeterlo.

 Una soluzione all'infertilità può essere cercata nella fecondazione assistita, ma è un altro discorso.

 

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