In Italia aumentano i casi di tumore ai testicoli: occorre più prevenzione da insegnare anche ai bambini

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Nel 2017 si è registrato il 3% in più: colpa dei maschi che evitano l'urologo e spesso sono succubi di antichi tabù. L'importanza dell'igiene fin dall'infanzia e dell'autopalpazione

Tra gli italiani il tumore al testicolo è patologia in crescita: nel 2017 si sono avuti circa 2.500 nuovi casi, il 3 per cento in più rispetto all'anno precedente. Colpa anche della scarsissima propensione dei maschi a recarsi regolarmente da un urologo per un controllo precauzionale. Le statistiche infatti ci dicono che un uomo su dieci non va dallo specialista nel corso di tutta la sua vita. A parte la visita medica 'consigliata' (ricordiamo che ai tempi del servizio militare obbligatorio, i ragazzi ne subivano di imperio almeno una), ognuno di noi può fare molto per evitare seri problemi.

FONDAMENTALE L'AUTOPALPAZIONE

Puntualizza il professor Alberto Lapini, Presidente Eletto della Società Italiana Urologia Oncologica (SIURO): “Fondamentale è l'autopalpazione dei testicoli, che va eseguita a partire dalla pubertà. Come per ogni genere di carcinoma, anche i questo caso la diagnosi precoce è fondamentale, e in particolare per il tumore al testicolo si può parlare di sopravvivenza pari al 90 per cento se affrontato in tempo. Non è affatto raro usare il termine guarigione.” L'autoesame non riguarda solo gli adulti, ma anche i giovanissimi in età prepuberale. Ammonisce il dottor Roberto Salvioni, direttore S. C. Chirurgia Urologica dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: “Ai bambini va insegnata la corretta igiene delle parti intime. Un'accurata pulizia deve comprendere anche la zona sotto il glande, quella che si scopre tirando indietro la pelle del pene. Agendo in questo modo si previene pure la fimosi, fattore di rischio per il tumore del pene”. Salvioni non si ferma qui, ma si addentra in territorio ancora da molti considerato tabù: “Non c'è nulla di male nel toccarsi. In realtà, l'igiene quotidiana è il momento giusto per appurare se tra i due testicoli vi siano differenze di forma, di consistenza, di aspetto esteriore, segnali da non sottovalutare".

I PIU' A RISCHIO

Non è tutto. Sul fronte della prevenzione, un gruppo di soggetti appare molto più esposto di altri. Precisa il professor Lapini: “Le persone che hanno sofferto di criptorchidismo (la mancata discesa spontanea nello scroto di uno o entrambi i testicoli) o che sono affette da infertilità o malformazione congenita del pene devono sottoporsi a visite regolari da parte di uno specialista. Possibilmente tutti gli anni. Infatti per loro il rischio è 40 volte superiore a quello degli altri”.



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