L'impotenza al primo posto nella hit-parade dei farmaci contraffatti
Il mercato europeo dei farmaci falsi supera di 25 volte quello delle sostanze stupefacenti. È un problema sociale con una componente di ordine psicologico e va affrontato con il medico specialista e le sue ricette
Secondo i dati ufficiali resi pubblici dal Consiglio d'Europa (organismo che comprende 47 nazioni delle quali 28 appartenenti anche all'Unione Europea) il commercio di farmaci contraffatti è di 25 volte superiore a quello delle sostanze stupefacenti. Un dato impressionante, che solo per quanto riguarda l'Italia specifica come in quattro anni gli uomini dei NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) abbiano eseguito oltre 18mila controlli, eliminato dal mercato quasi sei milioni e mezzo di confezioni, arrestate oltre duecento persone, denunciate altre 3.200 e redatte 4.600 sanzioni di carattere amministrativo. L'anno 2018 propone gli stessi ritmi.
QUESTIONE DI SALUTE PUBBLICA
Nel nostro Paese, le vendite di “falsi” tramite siti web (al consumatore o al rivenditore) detengono la maggioranza assoluta, e al loro interno il primo posto lo occupano i farmaci riguardanti la sfera sessuale maschile, soprattutto quelli contro l'impotenza (65% del totale). "Non è solamente il fattore economico che giustifica questa lotta a quello che è indubbiamente un illecito, - sottolinea Domenico Di Giorgio, direttore dell'Ufficio Qualità prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) -, ma anche la inderogabile necessità di proteggere la salute pubblica". Infatti si sa che il 32% dei farmaci contraffatti non contiene principi attivi (sono quindi inutili, e chi pensa di curarsi in realtà non si cura affatto), il 20% ne contiene in quantità non corrette, il 21,4% propone ingredienti non corrispondenti alle indicazioni terapeutiche dichiarate, l'8,5% ha impurità e sostanze contaminanti. E si potrebbe continuare. Fortunatamente la collaborazione tra AIFA e le piattaforme internet legali, come Facebook e Twitter, pone al riparo l'improvvido internauta da simili rischi.
L'ANONIMATO IN REALTÀ È UN RISCHIO
In particolare, l'alta percentuale di acquisti tramite web impone due considerazioni complementari. La prima dice che l'aspetto della propria capacità sessuale è per il maschio componente fondamentale della sua personalità; la seconda, direttamente collegata con la prima, che l'anonimato lo rende socialmente non individuabile e quindi “uguale agli altri" anche dal punto di vista delle prestazioni sotto le lenzuola (vere o presunte). Ammonisce Vincenzo Mirone, segretario generale SIU (Società Italiana di Urologia): “In molti casi questi farmaci contengono elementi pericolosissimi per la salute: sono state trovate vernici, gesso e addirittura tracce di arsenico”. Come evitare il pericolo? Parlare dei propri problemi con lo specialista urologo e/o andrologo e attenersi scrupolosamente alle sue indicazioni e alle sue ricette farmacologiche.
