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La metastasi prostatica si combatte prendendola “per fame”

È il risultato di due ricerche condotte in America e in Svizzera, nelle quali si è scoperto il ruolo negativo svolto dall'alimentazione ricca di grassi di origine animale

L'utilità di un farmaco sperimentale che contrasta l'obesità. Due recenti ricerche, riportate da Nature Genetics e da Nature Communications, hanno confermato quanto da tempo si ipotizzava: l'alimentazione ricca di grassi animali favorisce le metastasi del cancro, in particolare quelle innescate dal tumore della prostata. La prima ricerca è sta condotta nella Harvard Medical School di Boston e diretta da Pier Paolo Pandolfi, cinquantenne nato a Roma e oggi responsabile del Cancer Center Institute di Harvard. La ricerca ha evidenziato come il processo metastatico, cioè la diffusione del tumore in distretti corporei lontani dalla prostata, venga innescato proprio dai lipidi presenti nell'alimentazione, ma anche come sia possibile bloccare il nefasto sviluppo della proliferazione tumorale somministrando farmaci ora allo studio e il cui scopo è quello di combattere l'obesità.

LO DICE LA STATISTICA

“Il tumore della prostata viene definito indolente a causa del suo lento progredire e della lunga latenza - puntualizza il dottor Pandolfi - Non si fa notare. La correlazione con la dieta alimentare era un'ipotesi già avanzata anche in base a evidenze statistiche: la diffusione è maggiore negli Stati Uniti, patria degli hamburger, rispetto alla presenza in Giappone. Ma quando un asiatico si trasferisce negli Stati Uniti, ecco che la sua esposizione al rischio diventa pari con quella di chi negli USA è nato e vive da sempre. In laboratorio abbiamo scoperto che la situazione dipende dalla presenza o meno di due geni soppressori (PTEN e PML). Abbiamo allora concentrato le nostre indagini sia su questi geni sia sul ruolo svolto nei loro confronti dal grasso animale”.

Un suggerimento è arrivato pure dall'osservazione dei topi di laboratorio, nei quali la diffusione di metastasi è evento molto raro: la loro normale alimentazione contiene ridottissime quantità di carne, ma se si dà più carne, ecco apparire le metastasi... ma “se vengono somministrate fatostatine atte a bloccare la sintesi del lipidi, il tumore originario regredisce e le metastasi vengono soppresse totalmente”.

AGIRE SUL METABOLISMO

Sullo stesso tema si sono impegnati anche i ricercatori dell'Istituto di Ricerche Oncologiche dell'Università della Svizzera Italiana di Bellinzona, diretto dal dottor Andrea Alimonti. Qui si è appurato che i mitocondri, vale a dire i 'motori' del tumore prostatico, hanno bisogno soprattutto di grassi e non di zuccheri, come invece si credeva. "“Il metabolismo dei grassi è la 'benzina' della macchina tumorale - spiega il dottor Alimonti - ma bloccando l'enzima che la innesca si arresta la proliferazione delle cellule maligne”. La strada è tracciata: ora si tratta di “affamare” i tumori privandoli dell'energia che li alimenta.

Tags: tumore della prostata alimentazione obesità ricerca

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