Settimana Mondiale del Glaucoma : in Italia colpisce 1milione di persone che spesso ignorano la malattia e non si curano . Visite gratuite in 100 piazze italiane
Dal 8 al 12 marzo 2026 , in 100 piazze italiane, si terrà "La Settimana Mondiale del Glaucoma", organizzata dall'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - IAPB Italia Onlus
Nella settimana dall’8 al 14 marzo 2026 in tutto il mondo l’attenzione si focalizzerà sulla prevenzione e sull’informazione riguardo al ‘ladro silente della vista’, il glaucoma, una malattia degenerativa che colpisce solo in Italia oltre un milione di persone, la metà delle quali non è neppure consapevole di esserne affetta
Questa iniziativa di sensibilizzazione coinvolgerà attivamente il territorio nazionale attraverso la distribuzione di opuscoli informativi, interviste a medici oculisti sui media locali e la fornitura di controlli gratuiti o visite di approfondimento con oftalmologi.
Secondo un rapporto di IAPB Italia, nel mondo ci sono circa 76 milioni di persone affette da glaucoma, di cui circa 1 milione nel nostro Paese, ma la metà di esse non è consapevole di essere affetta. Mario Barbuto, presidente di IAPB Italia, afferma che gli attuali modelli sanitari sembrano non essere più in grado di soddisfare il bisogno di salute visiva di una popolazione che richiede un'integrazione efficace della prevenzione nei percorsi di cura, come dimostrano le lunghe liste di attesa.
Il glaucoma è una malattia degli occhi che danneggia il nervo ottico, spesso associata a un aumento della pressione oculare, ed è la principale causa di cecità irreversibile nel mondo. Tuttavia, la sintomatologia si manifesta solo in fase avanzata, quando i danni causati non sono più reversibili. Barbuto sottolinea che, sebbene la consapevolezza nella popolazione sull'importanza della prevenzione delle malattie oculari stia aumentando, l'offerta pubblica di servizi utilizza ancora vecchi modelli di assistenza oculare che non garantiscono l'accesso a una visita oculistica per coloro che rischiano di perdere la vista in tutto o in parte. Attualmente manca una selezione al livello territoriale per un accesso rapido ai centri specializzati. Pertanto, Barbuto conclude affermando che il Servizio Sanitario Nazionale deve riorganizzarsi per garantire un effettivo accesso ai servizi pubblici oftalmici.
