Una piccola rete blocca l'incontinenza urinaria che colpisce oltre 3 milioni di donne italiane
L'incontinenza urinaria colpisce nel nostro Paese milioni di donne, che possono essere curate con la rieducazione perineale, farmaci mirati e ora anche con innovative ma collaudate tecniche chirurgiche mininvasive che si effettuano in vari centri ospedalieri a totale carico del Servizio Sanitario
In Italia è emergenza al femminile di incontinenza urinaria che colpisce oltre 3milioni di donne over 50. "L'incontinenza urinaria - spiega Lucio Miano, professore emerito della cattedra di Urologia dell’Università La Sapienza, Roma - consiste nell'emissione involontaria di urina e si distingue in due forme: da sforzo (IUS), quando un colpo di tosse, una risata o sollevare una borsa causano fughe di urina; da urgenza o sindrome della vescica iperattiva, dovuta a contrazioni della vescica che determinano un improvviso e irrefrenabile bisogno di urinare più volte durante il giorno e la notte".
"L’incontinenza urinaria da sforzo è la forma più diffusa - continua il professor Miano - ed è la diretta conseguenza di gravidanze e parti: infatti il 50% delle donne riporta un danno pelvico già al primo parto. Altre cause sono menopausa, sovrappeso, obesità, tosse cronica, stipsi, attività pesanti e sportive, età avanzata ed esiti di chirurgia pelvica. Malgrado l’elevata incidenza della patologia che, con ansia, depressione e isolamento legati al timore di non riuscire a controllare la vescica, incide pesantemente sulla qualità della vita, sui rapporti sociali e sull'intesa di coppia, solo una minoranza, vincendo imbarazzo e vergogna, si rivolge allo specialista (circa il 25 – 30%). Questo disturbo può invece essere risolto con successo grazie agli ultimi progressi terapeutici che puntano su innovative e collaudate tecniche chirurgiche mininvasive made in USA di lifting uro-genitale di sostegno uretrale approdate anche nel nostro Paese, rieducazione perineale, elettrostimolazione e farmaci mirati".
GINNASTICA, SLING E NUOVI FARMACI
La rieducazione perineale è la prima misura terapeutica preventiva per incontinenza (durante la gravidanza e dopo il parto ) oppure curativa, in quanto allena o rieduca i muscoli del perineo. Si basa su semplici esercizi che andrebbero praticati in adolescenza e tramandati da madre a figlia. "Le nuove tecniche microchirurgiche - continua il professor Miano - per il trattamento dell’incontinenza urinaria da sforzo si basano sull'applicazione di sling - retine - che inserite attraverso la vagina vengono poste sotto l'uretra ripristinando la normale continenza. Rispetto ai vecchi interventi invasivi (come la colposospensione) che richiedono un taglio sull'addome, anestesia generale, ricovero e convalescenza prolungati, i nuovi trattamenti, a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, si possono effettuare in day-hospital, in anestesia locale o locoregionale e con un ritorno alle normali attività entro una settimana".
Ricorda il professore “che soluzioni farmacologiche anche per l’altra forma di incontinenza, la sindrome della vescica iperattiva, spesso associata alla forma da sforzo e sempre più diffusa anche tra le giovanissime, arrivano dai farmaci anticolinergici tra i quali la solifenacina che presenta una maggiore efficacia e tollerabilità rispetto agli altri farmaci.” Nell'ambito del rapporto di coppia, la guarigione dall’incontinenza migliora la sessualità, il desiderio e la soddisfazione dei partner.
NE SOFFRE IL RAPPORTO DI COPPIA
“Particolarmente critiche - sottolinea il professor Miano - sono le conseguenze della patologia sulla sessualità. La mancanza di controllo della vescica con inadeguatezza fisica ed emotiva porta alla rinuncia della vita sessuale e a evitare una relazione sentimentale. Il disturbo abbatte il desiderio e l’attività sessuale della coppia: lo dimostra una ricerca europea su 500 donne con vescica iperattiva, che ha evidenziato l’elevata influenza del problema sulla sessualità. Studi svolti su donne affette da incontinenza urinaria hanno dimostrato infatti che durante l’attività sessuale, la penetrazione e l’orgasmo, si verificano perdite urinarie, così le donne incontinenti sono meno soddisfatte della loro vita sessuale e i loro partner hanno un’eiaculazione senza completa erezione. Un'ultima ricerca ha evidenziato che il 32% delle pazienti trattate chirurgicamente riferiva un miglioramento della funzione sessuale, in particolare del desiderio e della soddisfazione”.
UNA MALATTIA NASCOSTA
L’incontinenza urinaria continua a rimanere una patologia nascosta. Solo una minoranza di donne affronta il problema con lo specialista mentre le altre si rassegnano ai pannoloni - 300 milioni di euro l’anno, l’85% a carico del Sistema Sanitario Nazionale - con i farmaci a totale carico della paziente, costretta a una spesa media annua di oltre 500 euro. “Ancora oggi l’incontinenza è una malattia tabù per moltissime donne - conclude il professore - che non vengono adeguatamente curate. Il SSN dovrebbe rivalutare le patologia per consentire a tutte le donne la possibilità di accesso all’innovazione terapeutica, rimborsabilità dei farmaci anti–incontinenza e alla riabilitazione perineale (disponibile in Italia solo in pochi centri) mentre nella vicina Francia viene praticata gratuitamente a tutte le neomamme”.
