Cancro della prostata e obesità: il rischio aumenta anche per le recidive
Lo ha mostrato una ricerca svolta a Pittsburg, prendendo in esame a quattro anni dall'intervento 1.100 persone operate
Già era noto che l'obesità è un fattore di rischio per lo sviluppo del tumore alla prostata, ora sappiamo che svolge pari azione deleteria per il ripresentarsi della malattia. È quanto ha stabilito uno studio condotto dall'American Association for Cancer Research. Si è infatti notato come le persone obese sottoposte ad asportazione totale della ghiandola prostatica siano esposte a una probabilità maggiore di recidiva rispetto ai soggetti normopeso. La recidiva può manifestarsi anche dopo anni di apparente guarigione.
UNO STUDIO DURATO 10 ANNI
Lo studio è durato dieci anni ed è stato condotto presso l'Allegheny General Hospital di Pittsburgh. Ha coinvolto 1.100 pazienti. Il 34% dei soggetti presi in esame era obeso e il 19% era affetto da sindrome metabolica (elevato livello di glicemia, problemi di colesterolo, trigliceridi alti, ipertensione ed eventuale obesità). A quattro anni di distanza dall'intervento di prostatectomia, il tumore si era ripresentato nel 32,4% degli obesi e “solo” nel 17% nei soggetti il cui peso rientrava nella normalità. Per le persone affette da sindrome metabolica la situazione si è mostrata addirittura peggiore. In realtà, obesità e sindrome metabolica sono situazioni strettamente correlate.
SEGUIRE AD PERSONAM GLI OPERATI OBESI
Commenta il dottor Giuseppe Procopio, consigliere dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica e responsabile di Oncologia medica Genito-urinaria dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: "Quanto emerso dalla ricerca americana suggerisce la necessità di seguire con maggiore attenzione e maggiore personalizzazione gli operati affetti da obesità. In ogni caso lo studio dimostra come il peso corporeo mantenuto a livelli regolari sia un importante fattore di protezione per il tumore della prostata e delle sue recidive".
UNA SEMPLICE FORMULETTA
Un sistema semplice, anche se non scientificamente ineccepibile, per controllare da soli dove ci troviamo nella "scala del peso", è quella di calcolare con due valori il nostro Indice di Massa Corporea (IMC, in inglese BMI). Basta dividere il peso espresso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza espressa in metri. Se il risultato arriva a 30 stiamo entrando nell'area a rischio.
