Tecniche salva-utero aiutano in Italia 5 milioni di donne sopra i 40 anni\
Utero a rischio per 5 milioni di italiane over40 colpite da prolasso: un problema molto diffuso e tuttavia ancora tabù per 3 malate su 10, che si vergognano a parlarne al medico
Se trascurato, il prolasso può portare all'asportazione dell'utero 'emigrato' dalla sua sede naturale. “Gravidanze, parti e menopausa - spiega il professor Lucio Miano, già professe ordinario e direttore della Clinica Urologica Seconda facoltà di Medicina e Chirurgia all' Università La Sapienza, Roma - sono momenti chiave nella vita della donna e possono causare il prolasso urogenitale e l'incontinenza urinaria”. Gli ultimi progressi della chirurgica mininvasiva puntano su nuove tecniche di lifting urogenitale made in USA, approdate recentemente nel nostro Paese e che si effettuano a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e cioè gratis per la paziente. Il prolasso genitale è l'abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall'introito vaginale di una o più strutture pelviche (utero, vescica e retto) e spesso si associa all'incontinenza urinaria.
UNA “RETE” DI PROTEZIONE
L'ultima metodica di lifting genitale per il trattamento risolutivo del prolasso si avvale di una speciale rete in polipropilene che, inserita con microstrumenti attraverso la vagina, sostituisce il supporto naturale danneggiato del pavimento pelvico (l'insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli organi genitali) con un'efficacia del 90%. “Rispetto agli interventi invasivi tradizionali spesso associati all'asportazione dell'utero (isterectomia) e gravati da recidive nel 20-30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve subire un altro intervento), la nuova tecnica consente di non asportare l'utero quando questo è sano, evitando l'insorgere di problemi psicologici legati alla privazione di un organo collegato alla maternità e all'identità femminile. Si registra un basso rischio di recidive (meno del 4%) e si può effettuare in anestesia spinale consentendo con una rapida ripresa”.
SLING PER L'INCONTINENZA
“Le nuove metodiche chirurgiche mininvasive per l'incontinenza urinaria - conclude il professor Miano - consistono nell'applicazione sempre per via vaginale di sling sottouretrale (una benderella in polipropilene simile a quella usata nel prolasso) che posta sotto l'uretra ristabilisce il suo corretto funzionamento e il ripristino della normale continenza. I vantaggi delle nuove tecniche rispetto ai vecchi interventi invasivi sono l'efficacia del 90% e la brevità degli interventi (20-30 minuti), che si effettuano in day hospital con anestesia locale o loco regionale. Il tempo di recupero è breve, con un ritorno alle normali attività entro una settimana”.
PREVENZIONE PRE-PARTO
“La prima causa di prolasso - ricorda il professore - è il trauma successivo al primo parto, da qui l'importanza che l'ostetrica insegni alla futura mamma esercizi ad hoc da praticare durante l'attesa. Ma sotto accusa ci sono anche sovrappeso, obesità, tosse cronica, stitichezza, carenza di estrogeni da menopausa, invecchiamento dei tessuti, attività pesanti e sport che sforzano l'addome. E non va dimenticato l’effetto paradosso dei busti contenitivi che molte donne indossano con l’errata convinzione di sostenere utero e annessi e di poterli mantenere nella loro sede. In realtà il loro uso peggiora la situazione in quanto spingono ulteriormente verso il basso gli organi e fanno lavorare meno la muscolatura pelvica indebolendola ulteriormente”.
